Il nuovo atteso capitolo della saga gotic-noir Underworld è finalmente sbarcato nei cinema italiani; vampiri e lycans tornano ad affrontarsi, ma bisogna subito dire che gli intenti iniziali (facilmente intuibili fin dai primi minuti del film) non sono stato del tutto realizzati.
L’incipit segue la formula iniziale dei precedenti film, dove la nostra Agente di Morte, protagonista e voce fuori campo, ripercorre le trame precedenti e integra il necessario per introdurre il nuovo capitolo.
Le basi che vengono gettate in questi primi minuti, danno però luogo ad una costruzione narrativa differente e si torna ai vecchi schemi di lotta fra le razze.
Le scelte del film non sono state nette, l’impressione è che si sia voluto dire troppo in troppo poco tempo (90 minuti sono davvero insoddisfacenti per i fan della saga) e così allo spettatore viene dato poco di tutto: poco intrigo, poco approfondimento della casata, poche atmosfere veramente suggestive, poco svolgimento nei nuovi avversari troppo velocemente liquidati.
I cammei con vecchi protagonisti e l’idea riguardante un nuovo personaggio (per altro più adatto ad un remake de L’esorcista che ad un nuovo Underworld) non bastano ad evitare un generale senso di insoddisfazione, dove solo l’occhio ne esce soddisfatto per il buon utilizzo degli effetti 3D, ma dove la fantasia non viene sufficientemente stimolata da idee o trame (si pensi, solo come esempio, al secondo capitolo, che per quanto complessivamente bruttino, era quantomeno molto vario di eventi e di ambientazioni).
Aspetteremo comunque l’uscita del quinto capitolo, inevitabile considerando il finale del film.
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