Ritorno alla Mary Celeste

Ritorno alla Mary CelesteQuando ho iniziato a leggere Ritorno alla Mary Celeste di Daniele Picciuti, ero convinto si trattasse di un romanzo e non di un’antologia di racconti.
Il libro, edito sia in cartaceo che in ebook da Dunwich Edizioni, prende infatti il titolo dalla storia principale, un racconto di 18 capitoli, accompagnato da altri 4 racconti piu’ brevi che compongono un’interessante antologia a cavallo tra il fantasy e l’horror.
Ritorno alla Mary Celeste prende spunto da un episodio avvenuto nel 1872, quando la Amazon (poi ribattezzata Mary Celeste appunto) venne trovata senza equipaggio al largo dello stretto di Gibilterra (per saperne di piu’ clicca qui). Un po’ James Cameron, un po’ David Attenborough, il giovane e ambizioso Carlo Stein e’ sulle tracce del suo piu’ grande scoop: voci raccontano che la Mary Celeste sia stata avvistata al largo delle isole Azzorre, comparsa all’improvviso ad un vecchio pescatore che si era lasciato sorprendere da un banco di nebbia in mare aperto. In piu’, il ritrovamento di un misterioso diario dalla natura incerta, acquistato da un equivoco residente dell’isola di Santa Maria, rafforza il sospetto che quell’avvistamento potesse non essere solo la fantasia di un vecchio lupo di mare. Cosi’ Carlo si lancia in una improbabile ricerca, in compagnia della sua avvenente assistente e dei due pescatori locali. Il racconto si apre con un episodio che nulla ha da invidiare alle atmosfere Cthulhiane dei racconti di Lovecraft (sebbene l’autore dichiari di essersi lasciato ispirare da alcuni scritti di Hodgson, oltre che dalla sua passione per l’horror marino), per poi entrare nel vivo della vicenda: una ricerca apparentemente infruttuosa, che avvinghiera’ i personaggi in un incubo a meta’ tra il psicologico e l’esoterico, e che li trascinera’ sempre piu’ a fondo, come i tentacoli di un temibile mostro marino. Il finale lascia spazio alla fantasia del lettore e pare che l’autore che non preveda un vero e proprio sequel, sebbene rumors parlino di un nuovo progetto della Dunwich Editrice che potrebbe riportare a galla il relitto fantasma della Mary Celeste.
Gli altri racconti che compongono l’antologia sono piu’ brevi e di tematiche diverse, ma tutti a loro modo cercano di mantenere la stessa tensione narrativa del racconto principale.
Il sangue nelle tenebre ci porta a conoscere Simon e Tristan, due figure vampiresche che affondano le loro radici nei leggendari Ekiminu e Moroi dell’est Europa, impegnati in una caccia “all’ultimo sangue“. Il racconto raggiunse il quinto posto al premio Courmayeur del fantastico a fine anni ’90, e ha subito un convincente riadattamento da parte dell’autore proprio in occasione di questa antologia.
Ne L’occhio di Arge Picciuti ci porta nell’entroterra siculo, sotto la pressione di un countdown horror che gioca con rimandi alle leggende dell’antica Grecia con l’intento (a mio avviso compiuto) di ricreare le atmosfere degli oscuri rituali lovecraftiani.
Reliquia e’ strutturato come un classico racconto storico, dove cavalieri templari apparentemente in rientro dalla Terra Santa sono in realta’ in missione per portare in salvo alcune reliquie tra le piu’ sacre del Cristianesimo. Naturalmente, vista la natura dell’antologia, anche in questo racconto l’autore si e’ preso alcune libere interpretazioni.
Terzo alla prima edizione del concorso Algernon Blackwood, Dove muore il giorno chiude l’antologia affrontando lo scontro tra il bene e male trasposto all’interno di un tema sociale molto forte. La combinazione di fantastico e sociale e’ ben amalgamata e risulta coinvolgente.
Complessivamente ne risulta una buona antologia, che ben si colloca nel panorama horror italiano e che non deludera’ gli amanti del genere.
Interessante anche l’iniziativa di web marketing che ha anticipato l’uscita dell’opera: un tam tam di blogger che hanno depistato potenziali lettori con false notizie di avvistamenti di una nave fantasma. Questo il post uscito in Laguna Web Blog.
Da segnalare infine la bellissima copertina di Saber Core.
– Link alla pagina dell’Editore

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