Omicidio a Bologna

Gioco di comitato per 6-12 persone
di Riccardo Affinati

OMICIDIO A BOLOGNA è un gioco di comitato per 6 o più giocatori (massimo 12), della durata di 30/60 minuti, molto semplice e con poche righe di istruzioni. Non è vi è bisogno di un master o arbitro, basta sedersi ed iniziare a giocare. Quello a cui partecipate è un processo effettivamente avvenuto, anche se tutti i nomi, i luoghi e gli elementi della discussione sono stati variati e modificati. Ogni partecipante ricoprirà il ruolo dell’Imputato, del Giudice, del Pubblico Ministero, del Difensore, del Testimone, della Giuria. Ognuno di loro tenterà di raggiungere il proprio personale e segreto obiettivo, sfruttando le notizie riservate in proprio possesso.


ISTRUZIONI
Per prima cosa dovete leggere le istruzioni e distribuire le schede personaggio ai vari giocatori, senza consultare la Mappa degli Obiettivi, la cui lettura sarà effettuata solamente alla fine della simulazione. Quello a cui partecipate è la simulazione di un processo, tutti i nomi, i luoghi e gli elementi della discussione sono di pura fantasia, anche se il nocciolo dell’intero processo si basa su cronache dei nostri tempi. Il processo viene condotto dal giudice Palissandri, mentre colui che sosterrà l’accusa sarà il pubblico ministero Darida, l’imputato Gallimberti sarà affiancato dal suo difensore, l’avvocato Soriano. Oltre a questi personaggi, parteciperanno anche la testimone Battistini e i componenti della giuria, che potranno variare da uno o più partecipanti. Terminato il dibattimento, dopo un adeguato tempo di discussione, i componenti della giuria dovranno emettere una sentenza scelta tra quelle qui sotto presentate; nessun’altra soluzione può venire scelta.
1) COLPEVOLE.
2) INNOCENTE.
3) COLPEVOLE CON L’AGGRAVANTE DELLA PREMEDITAZIONE.
Alle sentenze n°1 e 3, la giuria potrà aggiungere un’ulteriore aggravante che è quella dei MOTIVI ABIETTI. Le aggravanti aumentano la pena inflitta in caso di colpevolezza e non potranno mai essere aggiunte ad un verdetto d’innocenza.

NOTIZIE RISERVATE
A tutti i giocatori vengono fornite delle notizie riservate, ogni
partecipante è libero di usarle come vuole e di dargli il giusto peso ed
attendibilità. Inoltre le prove numerate dall’1 al 6 assumono il carattere di prova ufficiale; cioè possono essere fatte consultare a tutte le parti in causa (celando tutte le altre notizie), diventando prove certe.

AVVERTENZE AI GIOCATORI
Tutti gli elementi del caso sono contenuti nelle vostre schede, ogni
altra notizia o quant’altro non è specificatamente detto nelle schede dei
giocatori o nelle istruzioni deve essere integrato dalla fantasia dei
giocatori, mentre per quello che riguarda problemi generali vi dovrà pensare il
giudice.

MAPPA DEGLI OBIETTIVI
Alla fine del tempo precedentemente stabilito per la durata del processo (consigliamo 30/60 minuti per il dibattimento e 5/10 minuti per il verdetto), si consulterà la Mappa degli Obiettivi e si potrà controllare coloroche hanno centrato l’obiettivo prefissato.

IL GIUDICE PALISSANDRI
A lui è affidato il procedere ordinato del dibattimento onde permettere ai giurati di pervenire ad un giudizio sereno. Per prima cosa il giudice darà lettura all’Introduzione che descrive i fatti, poi il pubblico ministero inizierà l’escussione dei testimoni (interrogatorio) con eventuale contro interrogatorio da parte del difensore, finita questa fase toccherà al difensore fare la stessa cosa. Poiché questo processo ha un carattere fortemente indiziario, gli interrogatori fisicamente possibili sono solo quelli della Battistini e del Gallimberti. Eventuali vicini di casa, periti o altre testimonianze devono essere dedotte dalle carte e dalle notizie riservate. Finiti gli interrogatori dei testi si passerà alle arringhe, prima del pubblico ministero e poi del difensore. A questo punto si pone termine al dibattimento e si resta in attesa del verdetto che verrà letto dal giudice. Per qualunque problema giuridico o di procedura, il giudice (poiché questo è un gioco) dovrà contare solamente sulla propria esperienza e sul proprio buonsenso, applicando salomonicamente le proprie decisioni per frenare richieste o atteggiamenti delle parti in causa che mal si addicono al buon andamento del processo. Il compito del giudice è quello di permettere ai giurati di emettere un verdetto che corrisponda alla sentenza storicamente esatta.





Signorina Battistini, testimone

INTRODUZIONE.

La sera del 27 giugno 1972, la signorina Battistini, di anni 24,
sentiva la propria datrice di lavoro litigare con un uomo, dopo circa mezz’ora
di urla e grida, calava il silenzio. La signorina Battistini, collaboratrice
domestica della vedova Clerici, insospettita aprì la porta e trovò la propria padrona morta nella stanza da letto. La polizia, chiamata alle 22,45, constatò il decesso della signora Clerici e procedette al fermo di un certo Cosimo Gallimberti, indicato dai vicini come amante. L’autopsia effettuata rilevò tracce di strangolamento, indicando l’ora della morte intorno alle 22,00. Ulteriori indagini confermarono l’amicizia intima tra il Gallimberti di anni 26 e la vedova Clerici di anni 48. Inoltre la testimonianza della collaboratrice domestica, che riconobbe nella voce ascoltata durante la lite, quella del Gallimberti, ne provocò l’arresto. La vedova Clerici aveva aperto di persona al suo assassino, mentre la domestica riordinava la cucina, inoltre la stanza da letto dove si era svolto il delitto era al piano terra con una finestra che dava sul giardino. Il processo inizia a Bologna condotto dal giudice Palissandri, imputato il Gallimberti, difeso dall’avvocato Soriano, pubblico ministero Darida, testimone d’accusa la signorina Battistini, di fronte alla giuria.

PROFILO PERSONALE.

Ti chiami Loredana Battistini, non hai conosciuto momenti belli nella
tua vita, soltanto amarezza, violenza e tradimenti. Hai 26 anni e quando hai
conosciuto la vedova Clerici eri una ragazza madre, devi a lei ed al suo buon
cuore l’aver trovato pace, è stata lei a stenderti una mano. Eri stata assunta due anni prima dell’omicidio, dopo un anno hai conosciuto il Cosimo Gallimberti e con lui hai iniziato una storia sentimentale. Fosti tu ad introdurre il
Gallimberti nella casa della vedova Clerici, senza secondi fini, ma il
Gallimberti evidentemente pensò bene che avesse da guadagnare più con la vedova che con la sua governante. Avevi conosciuto la miseria e la strada, senza famiglia, ma in quell’ambiente nuovo avevi ritrovato la sicurezza, fino al giorno in cui hai conosciuto il Cosimo Gallimberti. All’inizio sembrava un bravo ragazzo, ma era bastato poco per capire di che pasta fosse, era riuscito ad entrare nelle grazie della vedova Clerici e con i suoi modi l’aveva circuita, fino a farla diventare una creatura nelle proprie mani. La Clerici
aveva nominato il Gallimberti suo erede universale, annullando il testamento
precedente che vedeva te come beneficiaria. Imbeccata dal Gallimberti, la
vedova Clerici si proponeva di licenziarti, poiché sosteneva che facevi gli
occhi dolci al Gallimberti. Quando li sentisti litigare ed entrasti nella
stanza da letto, non ti parve vero lo spettacolo che si offriva al tuo sguardo. La vedova Clerici, giaceva agonizzante in terra, la finestra aperta, capisti immediatamente quello che era successo, quale migliore occasione per risolvere i tuoi problemi. Usasti un foulard di seta e poi chiamasti la polizia.

NOTIZIE RISERVATE.

– Ti sei informata che un’eventuale condanna per omicidio per motivi
abietti, provocherebbe l’annullamento del testamento a favore del Gallimberti,
rendendo il testamento precedente valido a tutti gli effetti.
– Sai bene che il procedimento sopra descritto, non sarebbe attuabile
in breve tempo e tu hai bisogno di denaro, inoltre in caso di assoluzione non avresti neanche una lira. Una soluzione valida potrebbe essere quella che il Gallimberti ti firmasse una dichiarazione di rinuncia in tuo favore della metà esatta dell’eredità della Clerici.
– Il tuo bambino di 2 anni è momentaneamente affidato alle cure di un
istituto religioso in attesa di una tua decisione sulla sua messa in stato di abbandono.

CONDIZIONI DI VITTORIA.

Il tuo obiettivo è quello di ottenere una condanna del Gallimberti per
riscuotere l’eredità, altra soluzione è quella di farti firmare dal Gallimberti
un documento di rinuncia del 50% dell’eredità in tuo favore.




Darida, Pubblico Ministero

INTRODUZIONE.

La sera del 27 giugno 1972, la signorina Battistini, di anni 24,
sentiva la propria datrice di lavoro litigare con un uomo, dopo circa mezz’ora
di urla e grida, calava il silenzio. La signorina Battistini, collaboratrice
domestica della vedova Clerici, insospettita aprì la porta e trovò la propria
padrona morta nella stanza da letto. La polizia, chiamata alle 22,45, constatò
il decesso della signora Clerici e procedette al fermo di un certo Cosimo
Gallimberti, indicato dai vicini come amante. L’autopsia effettuata rilevò
tracce di strangolamento, indicando l’ora della morte intorno alle 22,00.
Ulteriori indagini confermarono l’amicizia intima tra il Gallimberti di anni 26
e la vedova Clerici di anni 48. Inoltre la testimonianza della collaboratrice
domestica, che riconobbe nella voce ascoltata durante la lite, quella del
Gallimberti, ne provocò l’arresto. La vedova Clerici aveva aperto di persona al
suo assassino, mentre la domestica riordinava la cucina, inoltre la stanza da
letto dove si era svolto il delitto era al piano terra con una finestra che
dava sul giardino. Il processo inizia a Bologna condotto dal giudice
Palissandri, imputato il Gallimberti, difeso dall’avvocato Soriano, pubblico
ministero Darida, testimone d’accusa la signorina Battistini, di fronte alla
giuria.

PROFILO PERSONALE.

Sul vostro conto si dicono parecchie malignità e la vostra carriera ne
risente, raccontano che il noto penalista Soriano fa la corte a vostra moglie,
tutte fandonie naturalmente, ma questa è l’occasione giusta per mettere a posto quel bellimbusto. Il Gallimberti non lavorava ed aveva una storia con la vedova Clerici, evidentemente per motivi d’interesse. Durante una lite, probabilmente
la Clerici aveva deciso di lasciarlo e lui preso da un raptus l’aveva strangolata.
La testimonianza della Battistini, collaboratrice domestica della Clerici, è
importante e va sostenuta. Un eventuale interrogatorio dell’imputato, se
condotto con aggressività, lo metterebbe in cattiva luce di fronte alla giuria.
Il giudice Palissandri, che conduce il processo, ha il difetto di credersi un vecchio saggio e spesso dispensa consigli che si rivelano dei disastri.

NOTIZIE RISERVATE.

– Il testamento della vedova Clerici, nomina come unico beneficiario:
Cosimo Gallimberti. La cifra lasciata in eredità è superiore agli ottocento
milioni. Il testamento è datato 21 settembre 1971.
– Risulta da accertamenti fatti che il conto bancario del Gallimberti è
in rosso. Il Cosimo Gallimberti aveva prenotato, una settimana prima del
delitto, un’auto sportiva, modello decappottabile del valore di diversi
milioni, il saldo non è stato mai pagato e la caparra anticipata era stata di duecentomila lire.
– Sull’avambraccio destro, il Gallimberti presentava un piccolo
graffio, dieci centimetri prima del gomito. La perizia medica, ha inoltre
stabilito che l’azione di strangolamento era avvenuta dopo che la vittima era
stata tramortita con un colpo alla nuca. L’oggetto usato è un pesante
portacenere. L’assassino usando un foulard di seta aveva finito l’opera strangolandola.
– Anna Clerici, vedova del Cav. Lorenzo Gambetta, per anni direttore di
un’agenzia viaggi. Una donna mite, facoltosa e senza figli, ma non appena il
marito aveva raggiunto l’età pensionabile, un infarto l’aveva stroncato. Fra
Anna Clerici ed il marito, vi erano 15 anni di differenza, ed alla sua morte si ritrovò sola e senza amici. Aveva accolto in casa Loredana Battisitini, ragazza madre, che con la sua gioventù ed un neonato, gli avevano ridato la voglia di vivere.

CONDIZIONI DI VITTORIA.

Il vostro obiettivo è quello di far condannare l’imputato con o senza
premeditazione, l’importante è giungere ad un verdetto di colpevolezza.




Palissandri, Giudice

INTRODUZIONE.

La sera del 27 giugno 1972, la signorina Battistini, di anni 24,
sentiva la propria datrice di lavoro litigare con un uomo, dopo circa mezz’ora
di urla e grida, calava il silenzio. La signorina Battistini, collaboratrice
domestica della vedova Clerici, insospettita aprì la porta e trovò la propria
padrona morta nella stanza da letto. La polizia, chiamata alle 22,45, constatò
il decesso della signora Clerici e procedette al fermo di un certo Cosimo
Gallimberti, indicato dai vicini come amante. L’autopsia effettuata rilevò
tracce di strangolamento, indicando l’ora della morte intorno alle 22,00.
Ulteriori indagini confermarono l’amicizia intima tra il Gallimberti di anni 26 e la vedova Clerici di anni 48. Inoltre la testimonianza della collaboratrice domestica, che riconobbe nella voce ascoltata durante la lite, quella del
Gallimberti, ne provocò l’arresto. La vedova Clerici aveva aperto di persona al suo assassino, mentre la domestica riordinava la cucina, inoltre la stanza da letto dove si era svolto il delitto era al piano terra con una finestra che dava sul giardino. Il processo inizia a Bologna condotto dal giudice Palissandri, imputato il Gallimberti, difeso dall’avvocato Soriano, pubblico
ministero Darida, testimone d’accusa la signorina Battistini, di fronte alla
giuria.

PROFILO PERSONALE.

Sei nato ad Alessandria ed hai intrapreso la carriera in Magistratura,
perché i tuoi parenti aspiravano ad avere un laureato in famiglia, ma è passato
tanto tempo ed ora a 58 anni, dopo aver subito diversi trasferimenti, sei
giunto alla conclusione che i sogni giovanili non potranno avverarsi. Sei
separato da tua moglie, la tua unica compagnia sono un gatto soriano, i tuoi
libri ed una vecchia governante ereditata dai tuoi genitori. Aveva 14 anni
quando entrò a servizio nella tua famiglia, mentre tu ne avevi 16 e … meglio lasciar perdere, il tempo corre, ci si volta indietro ed è già passato un anno.
Hai le tue abitudini, qualche buon amico ed un lavoro che ami e a cui dedichi tutto te stesso. Al tribunale di Bologna, ti sei ben ambientato e sei convinto
che anche gli altri ti stimino, l’unico rimpianto è quello di non avere un
erede, poiché tua moglie fu costretta ad abortire 26 anni fa, la stessa età
dell’imputato che devi giudicare.

NOTIZIE RISERVATE.

– L’avvocato Soriano è il miglior penalista sulla piazza, dotato della
dialettica necessaria, aggressivo con i testimoni, sapete per esperienza
diretta che ama i gesti teatrali e i colpi di scena ad effetto, in barba spesso all’autorità del giudice.
– Il pubblico ministero Darida è un carattere timido, molto riflessivo
e parsimonioso (non offre mai il caffè), talvolta sembra più impegnato nei suoi
pensieri che nel suo lavoro, geloso della moglie (guai a chiederne notizie,
diventa una belva), va certamente sostenuto e spronato.
– Il particolare che v’incuriosisce di più è sapere perché la
Battistini è così sicura di aver riconosciuto la voce del Gallimberti.
– Anna Clerici, vedova del cav. Lorenzo Gambetta, per anni direttore di
un’agenzia viaggi. Una donna mite, facoltosa e senza figli, ma non appena il
marito aveva raggiunto l’età pensionabile, un infarto l’aveva stroncato. Fra
Anna Clerici ed il marito, vi erano 15 anni di differenza, ed alla sua morte si ritrovò sola e senza amici. Aveva accolto in casa Loredana Battisitini, ragazza madre, che con la sua gioventù ed un neonato, gli avevano ridato la voglia di vivere.
– La sera del 27 giugno 1972 avveniva l’omicidio, 2 anni dopo ha luogo
il processo (evidentemente non di primo grado).
– Purtroppo le indagini svolte sul luogo del delitto e tutti gli
accertamenti di laboratorio portarono ad un nulla di fatto, è vero che impronte
della vedova Clerici, insieme con quelle della Battistini e del Gallimberti
furono rinvenute sparse in quasi tutta la casa, ma è pur vero che la loro
frequenza del luogo del delitto era quotidiana. Altre perizie tecniche e prove di laboratorio furono completamente negative e nessun’altra testimonianza fu in grado di rivelare particolari importanti.

CONDIZIONI DI VITTORIA.

Condurre il processo in maniera ordinata, tale da permettere che la
giuria possa emettere un verdetto giusto ed imparziale. Il vostro obiettivo è ottenere la verità.




Soriano, Avvocato Difensore

INTRODUZIONE.

La sera del 27 giugno 1972, la signorina Battistini, di anni 24,
sentiva la propria datrice di lavoro litigare con un uomo, dopo circa mezz’ora
di urla e grida, calava il silenzio. La signorina Battistini, collaboratrice
domestica della vedova Clerici, insospettita aprì la porta e trovò la propria
padrona morta nella stanza da letto. La polizia, chiamata alle 22,45, constatò
il decesso della signora Clerici e procedette al fermo di un certo Cosimo
Gallimberti, indicato dai vicini come amante. L’autopsia effettuata rilevò
tracce di strangolamento, indicando l’ora della morte intorno alle 22,00.
Ulteriori indagini confermarono l’amicizia intima tra il Gallimberti di anni 26 e la vedova Clerici di anni 48. Inoltre la testimonianza della collaboratrice domestica, che riconobbe nella voce ascoltata durante la lite, quella del
Gallimberti, ne provocò l’arresto. La vedova Clerici aveva aperto di persona al suo assassino, mentre la domestica riordinava la cucina, inoltre la stanza da letto dove si era svolto il delitto era al piano terra con una finestra che dava sul giardino. Il processo inizia a Bologna condotto dal giudice Palissandri, imputato il Gallimberti, difeso dall’avvocato Soriano, pubblico ministero Darida, testimone d’accusa la signorina Battistini, di fronte alla giuria.

PROFILO PERSONALE.

Avete un carattere ed una fama di valente penalista, amate sbalordire
il pubblico con trovate ad effetto o testimoni dell’ultima ora, in maniera da finire sui giornali ed allargare il giro della vostra clientela. Con i
testimoni d’accusa siete terribile, li spremete fino a farli cedere,
balbettare, contraddire, facendoli apparire reticenti o inaffidabili. I nemici vi giudicano un rampante di breve durata, ma voi siete di parere contrario ed anche questa volta saprete dimostrare le vostre valenti capacità. Il giudice Palissandri, che conduce il processo è prossimo alla pensione, separato dalla
moglie, pensa di essere rispettato nell’ambiente per le sue doti professionali, in realtà è un docile, siete pronto a metterlo nel sacco. Il pubblico ministero
Darida non dovrebbe essere una minaccia, corre voce che la moglie lo tradisce,
basta toccare questo argomento per fargli perdere il controllo. Il vostro
cliente è l’unico neo, poiché ha l’aria del colpevole, toccherà a voi
costruirgli l’aria del bravo ragazzo.

NOTIZIE RISERVATE.

– Un grosso problema è il fatto che il vostro cliente Gallimberti,
dalla morte della vedova, eredita tutto il suo patrimonio, stimato intorno agli ottocento milioni, mentre il vostro assistito è privo di lavoro e nullatenente.
Questo testamento porta la data del 21 settembre 1971.
– Da vostre ricerche, sapete con certezza che la collaboratrice domestica
era l’unica beneficiaria di un testamento, firmato nel 1970 dalla vedova
Clerici.
– Il vostro cliente ha dichiarato che aveva lasciato la casa della
Clerici alle ore 21,00 e di essere andato direttamente a casa e di esservi
rimasto. Non ha testimoni poiché vive da solo in una casa senza portiere, a 20 chilometri di distanza dall’abitazione della vedova Clerici.
– Anna Clerici, vedova del cav. Lorenzo Gambetta, per anni direttore di
un’agenzia viaggi. Una donna mite, facoltosa e senza figli, ma non appena il
marito aveva raggiunto l’età pensionabile, un infarto l’aveva stroncato. Fra
Anna Clerici ed il marito, vi erano 15 anni di differenza, ed alla sua morte si ritrovò sola e senza amici. Aveva accolto in casa Loredana Battisitini, ragazza madre, che con la sua gioventù ed un neonato, gli avevano ridato la voglia di vivere.

CONDIZIONI DI VITTORIA.

Il vostro obiettivo è quello di far assolvere il vostro cliente
dall’accusa di omicidio, in maniera che la vostra fama di affermato penalista tragga nuova linfa vitale da questo processo.





Membri della Giuria

INTRODUZIONE.

La sera del 27 giugno 1972, la signorina Battistini, di anni 24,
sentiva la propria datrice di lavoro litigare con un uomo, dopo circa mezz’ora
di urla e grida, calava il silenzio. La signorina Battistini, collaboratrice
domestica della vedova Clerici, insospettita aprì la porta e trovò la propria
padrona morta nella camera da letto. La polizia, chiamata alle 22,45, constatò
il decesso della signora Clerici e procedette al fermo di un certo Cosimo
Gallimberti, indicato dai vicini come amante. L’autopsia effettuata rilevò
tracce di strangolamento, indicando l’ora della morte intorno alle 22,00.
Ulteriori indagini confermarono l’amicizia intima tra il Gallimberti di anni 26
e la vedova Clerici di anni 48. Inoltre la testimonianza della collaboratrice
domestica, che riconobbe nella voce ascoltata durante la lite, quella del
Gallimberti, ne provocò l’arresto. La vedova Clerici aveva aperto di persona al
suo assassino, mentre la domestica riordinava la cucina, inoltre la camera da
letto dove si era svolto il delitto era al piano terra con una finestra che
dava sul giardino. Il processo inizia a Bologna condotto dal giudice
Palissandri, imputato il Gallimberti, difeso dall’avvocato Soriano, pubblico
ministero Darida, testimone d’accusa la signorina Battistini, di fronte alla
giuria.

PROFILO PERSONALE.

Siete i membri della giuria, che nella simulazione può essere composta
da uno o più giocatori, riuniti per assistere alle fasi dibattimentali del
processo onde pervenire ad una sentenza di colpevolezza o assoluzione. Il
verdetto, a cui approderete dopo una fase di discussione tra voi, dovrà
comunque ottenere l’unanimità dei consensi, cioè tra i giurati vi dovrà essere
la piena ed accertata condivisione della scelta compiuta. In caso di mancanza
di unanimità, si potranno effettuare votazioni all’interno della giuria onde
pervenire gradualmente ad un convincimento ed accordo dei giurati. In questo
caso il giurato più anziano sarà eletto come moderatore e capo giuria, toccherà
a lui guidare l’assemblea ad un giudizio imparziale. Nella mancanza di
unanimità reiterata, il capo giuria può decidere di presentarsi davanti al
giudice con un verdetto contrastato, tale azione porterebbe ad un nuovo
processo con una nuova giuria.

NOTIZIE RISERVATE.

– Nel corso della discussione fra giurati e delle votazioni, il proprio
pensiero potrà cambiare senza alcun problema, per cui un membro di giuria che era entrato nella camera con la convinzione dell’innocenza dell’imputato potrà uscirne con un voto di colpevolezza e viceversa.
– Per facilitare l’inizio della riunione, il capo giuria potrà chiedere
ai giurati di esprimere a turno un loro parere generale e passare ad una
votazione non ufficiale per comprendere meglio la situazione.
– Il giudice Palissandri è un uomo giusto e professionalmente valido,
il pubblico ministero e l’avvocato difensore sono personaggi conosciuti come
amanti dell’effetto sorpresa, aggressivi, teatrali, il meglio di quello che
offre la piazza. Attenzione a non farvi influenzare.

CONDIZIONI DI VITTORIA.

Il vostro obiettivo è quello di emettere un verdetto giusto ed
imparziale, al di sopra di qualunque ragionevole dubbio e che corrisponda al
vero procedere degli eventi.





Cosimo Gallimberti, imputato

INTRODUZIONE.

La sera del 27 giugno 1972, la signorina Battistini, di anni 24,
sentiva la propria datrice di lavoro litigare con un uomo, dopo circa mezz’ora
di urla e grida, calava il silenzio. La signorina Battistini, collaboratrice
domestica della vedova Clerici, insospettita aprì la porta e trovò la propria
padrona morta nella stanza da letto. La polizia, chiamata alle 22,45, constatò
il decesso della signora Clerici e procedette al fermo di un certo Cosimo
Gallimberti, indicato dai vicini come amante. L’autopsia effettuata rilevò
tracce di strangolamento, indicando l’ora della morte intorno alle 22,00.
Ulteriori indagini confermarono l’amicizia intima tra il Gallimberti di anni 26
e la vedova Clerici di anni 48. Inoltre la testimonianza della collaboratrice domestica,
che riconobbe nella voce ascoltata durante la lite, quella del Gallimberti, ne
provocò l’arresto. La vedova Clerici aveva aperto di persona al suo assassino,
mentre la domestica riordinava la cucina, inoltre la stanza da letto dove si
era svolto il delitto era al piano terra con una finestra che dava sul
giardino. Il processo inizia a Bologna condotto dal giudice Palissandri,
imputato il Gallimberti, difeso dall’avvocato Soriano, pubblico ministero
Darida, testimone d’accusa la signorina Battistini, di fronte alla giuria.

PROFILO PERSONALE.

Hai 26 anni, orfano dei genitori, sei stato allevato da una zia, morta
quando avevi 20 anni, ti sei iscritto all’Università, ma non hai mai dato un
esame, con quel poco che hai ricevuto in eredità hai tirato avanti fino al
giorno che hai incontrato la signora Clerici, vedova del marito, ti ha preso in
simpatia. Il vostro è stato sempre un rapporto più che corretto, lei aveva 48
anni e se affetto c’era, era un amore filiale, senza alcuna malizia. Voi non
sapevate che la Clerici vi avesse nominato erede universale, inoltre per il
vostro compleanno vi aveva promesso di regalarvi un’auto sportiva
decappottabile e vi aveva invitato di andarla a scegliere dal concessionario
cui avete consegnato un anticipo. Se di rapporto sentimentale si deve parlare,
allora bisogna segnalare la signorina Battistini, con cui avete avuto diversi
rapporti intimi. Una ragazza madre, che la vedova Clerici aveva accolto a casa
per aiutarla, ma che si era rivelata ben presto avida e piena di risentimento e
livore. Un carattere difficile, vendicativo. L’unica cosa che vi rimproverate è
quella di aver colpito con un portacenere sulla testa della Clerici, in un
momento d’ira e poi per la paura di averla uccisa siete fuggito.

NOTIZIE RISERVATE.

– La vedova Clerici voleva che frequentaste l’Università e dopo il
superamento di qualche esame vi avrebbe regalato un’auto sportiva, voi avete
versato un anticipo (200.000 lire) per prenotarvi, ma lo avete fatto quando gli accordi erano differenti, per questo quella sera avete litigato con la Clerici che si rifiutava di saldare la somma rimanente, se non superavate qualche esame.

– Il graffio che avevate sul gomito vi era stato procurato dal vostro
gatto siamese.

– La Battistini è stata la vostra amante e fu proprio lei a farvi
conoscere la vedova Clerici, negli ultimi tempi il vostro rapporto si è
rovinato per delle gelosie nei confronti della vedova, in cui vedeva una
possibile rivale.

– Ricordati di studiare una linea di difesa con il tuo avvocato,
attenzione a non dimenticare eventuali discordanze sul tuo alibi, sulla tua
versione dei fatti, basta poco per renderti un imputato non attendibile o
bugiardo. In fondo, sono passati due anni dai fatti e tu non ricordi tutti i
particolari.

CONDIZIONI DI VITTORIA.

Il vostro obiettivo è quello di ottenere un’assoluzione, poiché
un’eventuale condanna per voi sarebbe la certezza che la fortuna è cieca, ma la"scalogna" ci vede bene.



ATTENZIONE !!! LEGGERE QUESTA PARTE SOLO ALLA
FINE DELLA SIMULAZIONE

MAPPA DEGLI OBIETTIVI

VERDETTO DI COLPEVOLEZZA

Produce la vittoria del pubblico ministero, per tutti gli altri è una
sconfitta sonora, anche per la Battistini a cui non viene riconosciuto il
diritto di succedere all’eredità.

VERDETTO D’INNOCENZA

Produce la vittoria dell’avvocato difensore Soriano e dell’imputato
Gallimberti, della giuria e del giudice Palissandri. Per il pubblico ministero
e la Battistini (a meno che non abbia in mano un documento di cessione di metà
eredità da parte del Gallimberti) è una sconfitta sonora.

VERDETTO DI COLPEVOLEZZA CON L’AGGRAVANTE DELLA PREMEDITAZIONE

Produce una grande vittoria per il pubblico ministero e la Battistini,
per tutti gli altri è una sconfitta sonora.

VERDETTO DI COLPEVOLEZZA CON L’AGGRAVANTE DEI MOTIVI ABBIETTI

Produce la vittoria del pubblico ministero e della Battistini, per
tutti gli altri è una sconfitta sonora.

VERDETTO DI COLPEVOLEZZA CON LE AGGRAVANTI DELLA PREMEDITAZIONE E DEI
MOTIVI ABBIETTI

Produce una gran vittoria per il pubblico ministero e la Battistini,
per tutti gli altri è una sonora sconfitta.

SE IL PUBBLICO MINISTERO O IL GIUDICE DECIDONO D’INVIARE DEGLI ATTI
D’ACCUSA PER RETICENZA OD OMICIDIO NEI CONFRONTI DELLA BATTISTINI

Questa ipotesi difficilmente accade, poiché è un’intuizione assai
machiavellica, in ogni caso porta alla vittoria della giustizia ed ad un
cattivo risultato per la Battistini che dovrà spiegare tante cose agli
inquirenti. Tale soluzione comunque deve essere accompagnata da un verdetto
d’innocenza nei confronti del Gallimberti, per avere una sua validità
giuridica.


SVOLGERSI DEGLI EVENTI

Questo processo non ebbe una felice conclusione per la giustizia,
poiché si arrivò ad un verdetto d’assoluzione per il Gallimberti senza
evidenziare le responsabilità della Battistini, evidentemente tra i due
ex-amanti si giunse ad un accordo e la testimonianza chiave della Battistini si trasformò in "non ricordo" e "non sono sicura". Per la difesa fu facile dimostrare che non vi era nessuna prova contro il suo cliente, infatti venuta a cadere la testimonianza della Battistini, rimanevano in piedi solo dei sospetti a cui i giurati non diedero il ruolo di prova certa. La verità venne a galla solamente diversi anni dopo, quando nei confronti del Gallimberti furono messi in atto differenti tentativi di estorsione, mai denunciati. Fino ad arrivare ad una sua gambizzazione, grazie ad elementi fortuiti ed alla sospetta reticenza del Gallimberti, i Carabinieri riuscirono ad individuare l’aggressore, risultò essere il convivente di una certa Battistini, la quale avanzava crediti nei confronti del Gallimberti.

Il disegno criminale abbozzato dagli investigatori vedeva, in quella
sera del 27 giugno 1972, il Gallimberti colpire per futili motivi con un
portacenere la vedova Clerici, spaventato fuggiva dalla finestra, credendola
morta. Sopraggiunta la Battistini attirata dalle grida e accorgendosi che la
vedova non era morta, la strangolava con un foulard di seta. Durante il
processo si accordava con il Gallimberti per una divisione dell’eredità, la qual cosa avveniva solamente in parte, dando alla Battistini, che nel frattempo si era legata con un altro uomo, il desiderio di recuperare la fetta di denaro che ancora doveva ricevere, oppure finita la sua parte tentava di averne dell’altro. Era fuori di dubbio che si dovesse andare ad un nuovo processo nei confronti della Battistini, ma questa è un’altra storia.

Una risposta a Omicidio a Bologna

  1. Periodonikes ha detto:

    Salve! Grazie al vostro sito ho avuto il piacere di scoprire i GdC e l’altra sera ho provato Omicidio a Bologna. Ci siamo divertiti molto, tanto che settimana prossima possiamo provandone un altro, ma ho giusto un paio di appunti:

    Come da regole ho stampato e distribuito casualmente i ruoli senza guardarli, partecipando anche io al gioco. Questo però ha portato a situazioni bizzarre, che penso siano dovuti a dei typo.
    Anzitutto in nessuna scheda c’erano le famose ‘prove numerate da 1 a 6′, il che alla lettura del regolamento ha portato un po’ di confusione generale. Abbiamo risolto che quando un avvocato pensava di avere tra le Notizie Riservate una ‘prova’, la mostrava prima al Giudice, il quale poi dava il consenso.

    Altra cosa che ha creato confusione sono state alcune informazioni date ad alcuni e non date ad altri. Un esempio senza spoiler è la personalità del PM Darida: nella scheda del giudice c’è scritto che è timido e un po’ incapace mentre nella scheda del PM non accenna a nulla, e il giocatore ha agito di sua iniziativa interpretandolo come un avvocato determinato e incalzante.

    In ogni caso grazie del lavoro, spero solo che questo miei appunti rendano migliore l’esperienza dei prossimi usufruitori del GdC 🙂

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